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Era dai tempi del reiserfs che non mi capita, ma anche questa volta a salvarmi è stato un editor esadecimale accompagnato da un pizzico di fortuna… I computer entrano sempre di più nella vita quotidiana e tutti ci aspettiamo siano infallibili ma quando ciò non avviene capiamo quanto sia “delicato” questo mondo.
Un banale errore di scrittura che cambia pochi byte del nostro hard disk può causare l’apparente perdita totale dei nostri dati.
Per chi non lo sapesse la sequenza di numeri riportata nel titolo del post è la signature di una partizione NTFS.
Cosa succede se questa piccola sequenza di numeri cambia??? Molto semplice windows non è più in grado di accedere alla partizione e ci chiederà se vogliamo formattare il disco!!!
Può capitare ma ci si aspetta che tool di sistema quali chkdsk possano aiutarci a risolvere il problema quando invece scopriamo che questi tool si rifiutano di funzionare per un non meglio precisato “errore irreversibile”.
Allora la soluzione sembra abbastanza logica: l’acquisto di un tool di recupero dati per scansionare tutto il disco e salvare il salvabile.
Premesso che avere una copia dei dati ci da la necessaria tranquillità, una soluzione di recupero dati però ci obbliga ad un lavoro eccessivo per rimettere in piedi il sistema dato che se come spesso accade la partizione è quella che contiene anche il sistema operativo ci tocca come minimo re-installare tutto.
Ed è proprio per evitare un lavoro eccessivo che la nostra attenzione si sposta dalla soluzione di recupero dati alla soluzione di riparazione filesystem.
In commercio ce ne sono diverse ma visto che poi non si ha la garanzia che funzionino spendere dei soldi è sempre un rischio e prima di farlo ho voluto vederci chiaro.
Mi è venuto in aiuto questo sito: http://www.ntfs.com dove ho letto qualche nozione tecnica sull’NTFS per capire da cosa derivava il mio problema e se era in qualche modo facilmente riparabile.
Bè alla fine la soluzione è stata semplice: ho preso un editor esadecimale (specifico per dischi), ho cercato l’ultimo settore del disco e l’ho ricopiato sul primo che era evidentemente danneggiato visto che non si trovava più nemmeno la signature e poi ho incrociato le dita.
Appena salvato windows si è animato e mi ha mostrato il contenuto del disco che era esattamente come l’istante prima del crash.
Ora la domanda nasce spontanea: è possibile che mamma microsoft con il suo tool chkdsk non sia stata in grado di fare lo stesso lavoro o di indicarmi invece di un assurdo “errore irreversibile” la giusta modalità di procedere???

Per questa volta mi è andata bene, vedremo la prossima.

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