C’era una volta l’http…

La mia memoria ultimamente fa acqua per cui non ricordo più bene le date ma una cosa che ricordo  di quando ero “un neonato di internet” è che l’http era un protocollo giovane e che quello che noi oggi spesso confondiamo con internet era solamente un nuovo modo per accedere a delle pagine di testo. Era già molto utilizzato ma ancora si sentiva parlare di Gopher e le pagine html del tempo non avevano nulla a che vedere con quelle di oggi. Questa premessa perchè qualche giorno fa mi sono imbattuto in una parola ( SPDY ) e incuriosito mi sono messo a leggere per capire di cosa si trattasse.

Innanzi tutto la pronuncia “SPeeDY”, poi la sua definizione: “is an experimental networking protocol developed primarily at Google for transporting web content”. Spdy quindi è un protocollo di rete sperimentale, sviluppato principalmente da google per il trasporto di contenuti web. Ok,ok lo sapevo già che centrava google altrimenti, con molta probabilità, sarei passato oltre ma di cosa si trattasse e soprattutto che molti di noi lo stanno già inconsapevolmente usando proprio non lo sapevo.

Non volendo fare una lezione teorica sul suo funzionamento dico soltanto che è nato per risolvere alcuni punti deboli dell’http ed ottenere maggiori prestazioni nel “fornire” pagine web. Ad oggi è già disponibile il modulo per Apache ed è implementato su Chrome (dove è attivo di default), su firefox, seamonkey e persino sul browser presente in kindle e tutti i siti dei servizi google lo stanno già implementando. Avrei voluto implementarlo anche sul mio blog ma funziona solo in SSL quindi per ora ho evitato.

Non è ancora diventato uno standard ma se la metà dei browser in circolazione già lo implementano penso che non tarderà molto ad diventarlo e prima o poi l’http siederà al fianco di ghoper nei nostri ricordi. E tutti vissero felici e contenti…

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