Bar sport

No, tranquilli non voglio fare una recensione del film con Claudio Bisio (di cui ho scoperto solo oggi l’esistenza) ma la fotografia di un pomeriggio x me anomalo..
Credo di essere uno dei pochissimi maschi italiani che non seguono il calcio ma mi trovo qua, il 25 aprile, in un bar di paese,  a seguire quella che geograficamente parlando dovrebbe essere la mia squadra del cuore.
Non è la prima volta che mi trovo a guardare il calcio, in fondo in Italia è praticamente impossibile evitarlo, ma forse complice la festività o l’inutilità del risultato (la mia squadra è ultima in classifica e gioca contro la prima) sto osservando più l’ambiente che la partita.
Per una volta sono parte del fenomeno italiano.
Si perché di fenomeno si tratta, quel fenomeno che diversi anni fa faceva si che la maggior parte degli uomini italiani si trovassero tutti insieme in qualche bar ad esultare od imprecare davanti ad un televisore.
Cambiano i tempi, cambiano i giorni ma il fenomeno rimane invariato: spedite le donne alle terme siamo tutti qua a seguire un pallone che rotola su un campo verde. Per 90 minuti non ci sono più problemi o pensieri ma c’è fervore, insulti all’arbitro e cuore in gola. insomma sana competizione.
Per dirla tutta qualche donna c’è, infatti negli ultimi anni le tifose sono aumentate, ma sono poche e quelle di ritorno dalle terme non si azzardano ad entrare ma per sicurezza il barista ha spostato le cibarie dell’aperitivo all’aperto per evitare che a turno passino davanti alla televisione.
Dal passato qualcosa però è cambiato: non ci sono più le radioline che sono state sostituite dai più moderni smartphone ma il risultano non cambia a parte che mi posso distrarre e scrivere questo noiosissimo articolo.
Per vostra fortuna la partita nonostante lo 0-0 si fa interessante quindi mi ritiro x seguire gli ultimi 15 minuti e cercare di rubare un pò di pizza dalle grinfie delle ragazze…

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